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(Non) Buon Anno – Astenersi spensierati

Questo capodanno brindo a me. Alla mia caparbietà. Alla mia rettitudine morale. Che mi rendono così forte, eppure così sola. Questo 2019 lo inizio senza buoni propositi e senza cattivi ricordi da dimenticare. Questo 2019 lo iniziò per ciò che è, un numero diverso su un calendario sempre uguale. Mi apro a nuovo esperienze, ma domani si studia e si lavora sodo come oggi e come ieri, per essere perfetti, o almeno esserci vicini. Il 2018 è stato un anno piacevole, ho viaggiato molto, ho visto tanti luoghi, ho fatto tante esperienze differenti, ho raggiunto tanti traguardi. Faccio ogni anno tant’è esperienze differenti. Raggiungo sempre tanti traguardi. Eppure mi ritrovo sempre a passare l’ultimo giorno dell’anno sola. Forse perché essere sempre la numero uno stanca, stressa, e dopo la fatica non può seguire una serie di bagordi. Bisogna riposarsi. La stanchezza produce cortisolo, ed il cortisolo fa ingrassare. La stanchezza rallenta i riflessi, ed io ho un obiettivo. E quindi brindo a me, che forte e caparbia, sfondo i muri che mi dividono dalla persona che sarò nel mio futuro, mentre amico e sogni nel cassetto marciscono all’ombra del mio ego. Perché potrei aver vinto il nobel, eppure, per me, non sarò mai abbastanza.

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17 pensieri riguardo “(Non) Buon Anno – Astenersi spensierati”

  1. crescere più che perfezionarsi, espandersi più che raggiungere traguardi.
    la solitudine porta meno confronto, e l’assenza di confronto impedisce di delineare i nostri limiti: bisogna conoscerli, se si intende superarli.
    bastare a se stessi significa essere consapevoli di se stessi.

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    1. E se non bastassi a me stessa ma fossi costretta dalle circostanze? Se una scadenza impellente vale, dodici mesi su dodici, più di una pizza con gli amici, posso io pretendere di vederli tornare l’ultimo giorno? Sarà anche una triste realtà, ma nessuno aspetta nessuno, perché chi ha tempo non aspetta tempo, ma chi non lo ha, tenta di ricavarlo in ogni dove

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  2. Io dovrei proprio astenermi dato che in questo momento mi sento veramente spensierata, ma siccome sono un bel po’ disobbediente, non mi astengo e parlo. E parlo per dirti una cosa antipatica, che nessuno, vedo, ti ha detto, ma che qualcuno deve pur dirti, e quindi mi sacrifico io: l’incrollabile aspirazione alla perfezione è delirio di onnipotenza. E’ una malattia grave e chi ne è affetto di solito finisce molto male. Cerca di uscirne al più presto e di tornare a contatto con la realtà: la tua vita è importante, non merita di essere sacrificata sull’altare di un’assurda ossessione che non porta da nessuna parte.

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    1. Le mie erano parole sibilline e lo capisco, però il mio messaggio è, in soldoni, “hai raggiunto tanti traguardi, però, per farlo, non sei andata con gli amici a mangiare la pizza, non sei andata a prendere un gelato alle due di notte, non sei mai uscita fuori dagli schemi”. Io stessa recrimino la mia rettitudine, però è indispensabile, perché se si hanno degli obiettivi è fondamentale non cedere dinanzi a nulla, a mio parere.

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  3. Io che non ho mai avuto le idee chiare su cosa farò da grande, ne credo mai le avrò, ammiro la tua determinazione nel perseguire gli obiettivi in cui credi. Superare sé stessi e rinnovarsi è il motore della vita. Anche l’anno è una soglia simbolica da superare nella speranza di un’evoluzione. Buon inizio!

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