Racconti

È Martedì, ovviamente

Martedì è, da sempre, il mio giorno preferito. Avrò avuto tre anni, forse neppure compiuti, quando presi per la prima volta l’aereo. Era martedì. Avevo appena compiuto sei anni ed inizia la scuola. Era martedì. Mi trasferì, da Roma Sud a Colonia, Germania. Era martedì. Il liceo poi fu un susseguirsi di martedì. Il primo giorno di liceo. L’ultimo. Il primo scritto. L’orale. Dopo quel giorno, oltre il martedì, anche un secondo aspetto, o meglio, numero, divenne ricorrente nella mia vita. Il 9. Mi diplomai Martedì 9 Luglio 1999 con 99. Era martedì, ovviamente.

Oggi inizio l’università. È martedì, ovviamente. La fermata della metro è la numero 9. L’aula dove avrò la mia prima lezione è la numero 9. Le lezioni iniziano alle 9, ed io mi sono svegliato alle 7:09.

L’Università è finita. È martedì, ovviamente. La fermata della metro è la numero 9. L’aula dove discuterò la mia tesi è la numero 9. La discussione inizierà alle 9, ed io mi sono svegliato alle 7:09.

Ci ho messo 9 anni a prendere la triennale, perché, come è ovvio, tre soli anni di università sono pochi ed avrebbero rovinato i miei conteggi perfetti.

Oggi è il mio primo giorno di lavoro, o meglio, era ieri, però ieri era lunedì, quindi non mi sono presentato. Spero che nessuno abbia notato la mia assenza. La fermata della metro è la numero 9. Poi dovrò scendere e continuare a piedi, perché io non prendo linee diverse dalla numero 9. Sono 9 km. Il mio capo, per telefono, era stato chiaro: devi essere puntuale. Sarò lì alle 9 in punto. L’orario sarebbe dalle 8:00 alle 13:00, ma un’ora a lui non cambia nulla, a me tutto.

Oggi è il mio ultimo giorno di lavoro. È martedì, ovviamente. Lo stesso martedì in cui ho iniziato a lavorare. Sono stato licenziato in tronco per assenteismo e ritardo.

Oggi mi vedo con una ragazza. È martedì, ovviamente. Lei voleva vedermi sabato, ma io le ho detto che non era possibile per impegni di lavoro improrogabili. Non ho ancora un lavoro, ma solo perché nessuno vuole farmi cominciare il martedì alle 9:00. Stasera spenderò di spendere 99,99€. La metro ho rinunciato a prenderla perché il ristorante è sotto casa mia. Passerà lei alle 9:00 ed andremo a piedi.

Oggi mi sono visto con una ragazza. È martedì, ovviamente. Lei mi ha lasciato da solo alle 23:09. Dopo cena è arrivato il conto: 102,34€. Io ho pagato 99,99€. Lei il resto. Siamo usciti. Ci siamo avvicinati. Ci siamo baciati. Dopo il primo bacio, io ho continuato per altre otto volte. Lei mi ha tirato uno schiaffo e stava per andar via. Io l’ho presa per un braccio ed urlando l’ho pregata di restare con me almeno finché i minuti non fossero diventati 9. L’ha fatto, piangendo e, parlando al telefono con la polizia. Ora sono in una cella. Il mio avvocato sembra molto preoccupato per i miei 9 capi d’accusa, ma io sono felice. Sono nella cella numero 9. Con 9 capi d’accusa. Di martedì, ovviamente.

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