Off-Topic

Countdown

10… 9… 8…

Quando inizia il countdown penso sempre non a cosa ho fatto durante l’anno, ma a chi sono stata. Le circostanze, le persone intorno a me, il tempo, il luogo mi fanno compiere azioni differenti, mentre il mio essere è una costante, indipendente da tutto e da tutti. Io sono stata, e sono cambiata. Questa è la vera vittoria. Ho sedici anni e l’anno scorso ne avevo quindici. Ho sedici anni ed è normale cambiare a questa età. Ho sedici anni ma non me ne faccio una colpa, crescerò. Crescerò cercando di diventare migliore, di essere sempre meno una ragazzina presuntuosa e sempre più una donna adulta e pronta al dialogo. Crescerò lasciandomi il passato alle spalle, ma nel mio futuro ci sarà sempre il retrogusto della mia terra e dei piatti di mia nonna. Crescerò e cambierò, ma io sono Lea, senza filtri e senza maschere, ieri, oggi e domani.

7… 6… 5…

Questi sono i numeri di mezzo. Sono neutri, bianchi. Bianchi come i momenti che non ti lasciano nulla. Bianchi come i miei appunti di matematica. Bianchi come quella pagina che vuoi scrivere ma non ci riesci. Sono i momenti di calma piatta, quelli senza emozioni, che odi con tutto il cuore, ma quando passano li rimpiangi. Sono i momenti in cui la testa è leggera, il cuore è tranquillo. Ma sono anche tutti i condizionali che non vorrei usare, i patti a cui non vorrei scendere, la noia che non vorrei provare. Eppure li uso. Eppure ci scendo. Eppure li provo.

4…

Il quattro è un numero solitario. Non è neutro come i precedenti, ma non è neppure l’emozione che fa tremare le gambe. È l’emozione benigna, sincera, non eccessiva. È un bel voto in un compito in classe, un commento pieno di stima sotto un post, aver cucinato qualcosa gradito da tutti. Ma è anche il dispiacere fallace, quello che si prova per poco, e che quando passa, lascia indifferenti. È un brutto voto a scuola, una critica campata in aria, l’aver bruciato un piatto. Infondo la vita è un susseguirsi di quattro, inframezzati a momenti di potente euforia, pressante tristezza e loquace noia.

3… 2… 1…

Il countdown sta giungendo al termine. In quel momento penso poco, non ne ho la forza. Sono i tre secondi più lunghi dell’universo, ed è come se il mio cuore si fermasse. Le gambe cedono, gli occhi fissano il vuoto, i denti mordicchiano il mio labbro superiore senza che io me ne renda conto. È finita. Vivo gli ultimi tre secondi come un lutto, una sofferenza eccessiva, di cui non c’è un effettivo bisogno. L’ho sempre fatto. Ho sempre vissuto la mia vita con esagerata melodrammaticità, ma, ad ogni momento buio, è sempre seguito un conseguente “AUGURIIIII” che ha ristabilito la mia felicità.

Perché io sono così, estremamente felice o estremamente triste, mai serena o lievemente scocciata. Io sono bianco. Io sono nero. Io non sono grigio. Io non sono rosso.

Io sono io, senza buoni o cattivi propositi.

Io sono io, e sono qui per augurarvi un meraviglioso anno nuovo!

Sempre vostra,

Lea.❤️

Ps. Sono tre giorni che cucino, se volete un post dedicato a tutto quello che ho preparato, scrivetemelo qua sotto!😂

Annunci

10 pensieri riguardo “Countdown”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...