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Domanda Esistenziale 

Io la domanda ve la pongo, ma ve la pongo in differita. Secondo voi, che siete adulti, ed un po’ più saggi. Che non prendete le cose a ridere. Che la vita non è più un gioco. Che il sole lo avete visto sorgere tante e troppe volte, ma che non vi stancata mai di rivederlo. Voi che… no, ok, Lea, non uscire dalla traccia. Dicevo, secondo voi, o meglio, a voi, le disequazioni fratte di secondo grado, sono servite a qualcosa? No, perché io mi sento molto stupida a non conoscerle come si conosce un vecchio amico, di quelli con cui ti senti raramente, ma su cui sai di poter contare. Ma, che ci posso fare se mi piace romanzare, ed i numeri non hanno affatto fantasia? So che faccio lo scientifico, anche se, infondo, perché proprio lo scientifico ancora lo devo capire. Io, che da sempre voglio fare il medico, che cosa ho fatto a fare lo scientifico? Io, che in primo mi sono resa conto che mi piacessero le lettere. Perché non ho cambiato scuola? Io, che ad oggi mi trovo a scrivere queste righe, perché invece di dare un carattere favolistico alle disequazioni, non vado a studiare che domani mi bocciano?!Con questi interrogativi vi lascio,

Una sclerata ma sempre vostra,

Lea.❤️

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21 pensieri riguardo “Domanda Esistenziale ”

  1. il tempo è passato e da poco mi sono accorto che non sono immortale e di colpo assieme alla solita pigrizia e al lasciarmi andare è arrivata una grande fretta ed è difficile mettere assieme le due cose aspetto che tutto taccia e che qualcosa si risvegli in me per potermi esprimere.

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  2. Apparentemente la tua è una domanda logica, ma se vogliamo mettere le cose in questi termini potremmo chiederci a che cosa concretamente ci serva sapere come è fatta una molecola (mica ci devo giocare a boccette), e a che cosa serva il latino (con chi mai dovrei parlarci?), e a che cosa serva sapere da che parte dell’Islanda si trova la capitale (se decido di andarci mi ci porta l’aereo, no?), e a che cosa serva studiare la secona guerra mondiale (per far sì che non si ripeta? Sciocchezze: non siamo mica io e te a decidere le guerre o ad aprire campi di sterminio). Tutto quello che studiamo serve ad arricchire la nostra mente, a fornirci strumenti di comprensione e di analisi, ad aumentare la nostra capacità di imparare, ad allargare gli orizzonti, a renderci più critici. Ogni cosa che studiamo contiene risposte che prima o poi arrivano anche ai comuni mortali, fidati.
    PS: ti è servito a qualcosa imparare case libri auto viaggi fogli di giornale? Io dico di sì, e me lo so anche spiegare…

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    1. Ciao, innanzitutto grazie mille. Riguardo al tuo discorso, io posso dirti che, sul piano teorico, hai completamente ragione, però posso anche ribattere che, conoscere il latino aiuta quando si guarda un monumento e c’è un inscrizione in latino. Conoscere di cosa è composto il mondo serve (per mera superbia intellettuale, si intende) a non rimanere muti in una discussione, perché, a meno che non mi trovo con un gruppo di matematici, dubito che qualcuno sappia cosa sia una disequazione fratta. Quindi, anche se la mia era domanda ironica (forse a tratti anche un po’ disperata), io credo che la matematica, se nel futuro non si vuole fare un lavoro che ne implichi l’utilizzo, sia meno utile di materie come la storia o il latino😘.

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      1. La matematica – ma anche il latino – serve a darti un modo razionale di analizzare le cose, comprese quelle che coi numeri – o con le lingue – non hanno niente a che vedere, e sono cose che riguardano la tua vita concreta, i tuoi rapporti con gli altri, le situazioni pratiche che ti trovi ad affrontare. Le disequazioni fratte non ti spiegano come liberare uno scarico intasato, ma se hai capito come funzionano, probabilmente sarai in grado di decidere razionalmente in che modo affrontare il problema invece di strapparti i capelli strillando in preda al panico oddioddioddio adesso cosa faccio, magari dimenticandoti di chiudere almeno il rubinetto.
        Naturalmente a sedici anni ragionavo molto più come te che come me, quindi non preoccuparti: devi solo aspettare mezzo secolo mezzo anno e mezzo mese e poi vedrai che almeno una cosa ogni due o tre miliardi ti sarà perfettamente chiara.

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  3. Allora meno male che il compito è andato! Non avrei saputo cosa risponderti nonostante la mia età, nonostante abbia avuto un rapporto di odio e amore con la matematica…no che scrivo, solo odio puro eheheh! E nonostante non abbia mai potuto dare una risposta alle mie figlie…che hanno scelto il classico, ma il programma di matematica è tale e quale allo scientifico!

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  4. io ho fatto il classico e poi non so per quale ragione mi iscrissi a ingegneria. lì le equazioni fratte non le pigliano manco in considerazione, sono date per scontate: quando ti spiegano l’analisi matematica fanno voli pindarici che nemmeno ti immagini e se chiedi ulteriori spiegazioni ti ingarbugliano il cervello ancora di più… dopo cinque mesi lasciai ingegneria ed è a tutt’oggi una delle scelte più sensate che abbia mai fatto. le equazioni fratte e altre amenità sono ottime occasioni per capire ciò che proprio della vita non ti piace.

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    1. Ecco, tu si che mi capisci. Io nata per le lettere, la filosofia e, anche se sembra che non c’entra nulla, per la biologia, mi ritrovo a fare cose che non mi serviranno, innanzitutto nel mio percorso di studio futuro, ma, soprattutto, non mi serviranno nella vita. Diciamo solo che mi sono salvata perché nel compito non c’erano le disequazioni, quindi è andato tutto bene😍

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  5. il problema della ‘matematica’ è che, spesso, a scuola la studiamo
    come se fosse puramente astratta, ma è connessa alla vita anche pratica, a ciò che facciamo, agli oggetti che usiamo, altro…
    non saprei nello specifico dirti su questo caso (hai provato a fare una ricerca in rete?)
    buondì, Lea!
    lo scientifico ti funzionerà per il proseguimento sulla strada della medicina, eh eh

    anch’io frequentai lo scientifico
    poi passai a Lettere e via così 😀
    ma molte cose tornano ‘tra’ le materie, fidati 😉

    ciaoooo

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    1. Io dallo scientifico (diplomato col 100) finisco a Lettere (laurea col massimo). Poi siccome non volevo insegnare faccio un concorso in Banca D’Italia e lo supero (il ritorno della matematica). E per colpa di decisioni assurde chiudono la durata della graduatoria a un passo da me. Così da ottobre faccio l’insegnante (il ritorno delle Lettere)…E chissà come continua 😀

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      1. Wow, che percorso strano. Io in banca non ci lavorerei mai! La cosa più vicina ai numeri è l’economia, intesa come entrate e uscite personali, si intende, non certo come mestiere. Però trovo bellissimo insegnare lettere, e spero che, col tempo, lo amerai anche tu!😘 Buon Anno nuovo, Lea😘

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