Recensioni

Fai Bei Sogni, Massimo Gramellini- Recensione.

Buongiorno e benvenuti ad una nuova recensione. Oggi vi parlerò del libro di Massimo Gramellini : Fai bei sogni. Parlerò da subito con sincerità, questo libro non lo volevo leggere e sono partita con aspettative non basse, di più. Essenzialmente è un’autobiografia, anche se a me in alcuni punti è sembrata più che romanzata, che narra la storia della vita di Gramellini dalla morte della madre, fino alla scoperta del reale modo in cui la madre è morta. In questo lasso di tempo nella sua vita sono intercorse: una scuola cattolica che lo costringeva a mangiare i fegatini, un amore corrisposto ma non troppo, un breve periodo buddista, delle orrende performance sessuali… Tutto ciò è successo prima dell’arrivo nella sua vita di Elisa, ossia dei punti esclamativi mancanti nella sua sciatta vita di persona dubbiosa. Ma la vera svolta la sia ha con il ritorno di Madrina nell’universo del protagonista, grazie alla quale scopre che la madre non è morta di infarto ma si è lanciata da una finestra per non provare del dolore fisico.Il libro è scritto quasi fosse un articolo di giornale, quindi si legge velocemente ed appare molto scorrevole. Ciò potrebbe sembrare un punto a suo favore, ma, almeno secondo il mio gusto, non puoi scrivere un libro sulla morte di tua madre come se stessi facendo la telecronaca di una partita di calcio. Da un libro del genere ci si aspettano forti emozioni, pianti, sofferenza, empatia. Io divento il bambino che soffre. Invece qui ho trovato solo delle frasi cucite a pennello per “obbligare” il lettore medio a piangere, quando sarebbe bastato soltanto che lui si aprisse davvero al pubblico, perchè, infondo, nessuno lo ha obbligato a scrivere un’autobiografia. Il protagonista, che coincide con il ruolo dell’autore, è di un vittimismo ammorbante. Qualunque cosa succeda, è sempre contro di lui. Lui è la vittima in un mondo di orrendi mostri pieni di pietà e di crudeltà, pronti a distruggerlo e lui, per difendersi, è obbligato a crearsi una corazza. Ho trovato un grande egocentrismo, quasi il lettore fosse costretto a provare pena per lui in quanto orfano e lo dovesse esaltare. Tante frasi fatte di un surrogato edulcorato di dolore e, nel momento in cui ho sentito il bisogno di piangere, dopo la lettera di Madrina, ecco che Gramellini mette a freno i suoi sentimenti. Se già trasmetteva poco, nell’ultima parte del libro il livello di empatia scende a zero. Quando era inconsapevole non è riuscito ad elaborare il lutto, ma, nonostante la consapevolezza raggiunta, continua a voler per forza essere la vittima, e nuovamente si arrabbia. Per tutto il libro si viene messi davanti ai suoi sfoghi sempre contro qualcosa di diverso, è una costante. Prima odia il padre, poi poi questo, poi quello (sto cercando in ogni modo di evitare spoiler pesanti, ma non mi sembra di star riuscendo particolarmente bene nel mio intento), ed infine si arrabbia con la madre. Ho apprezzato il personaggio di Elisa quasi quanto ho odiato lui. Così forte, caparbia, passionale, veramente una donna con la D maiuscola, che, per quanto possibile, ha risollevato gli ultimi capitoli del libro.

Per tirare le somme, una trama, o meglio, una vita interessante e molto difficile da vivere, che, se fosse stata narrata da Alessandro D’Avenia, da Italo Svevo o da qualche altro autore, avrebbe fatto fiorire un libro steso a puntino per diventare famoso e riempire le librerie, ma assolutamente non all’altezza delle aspettative. 

Dopo le vacanze di Natale dovrò relazionarlo ad una persona che lo adora, quindi auguratemi buona fortuna e datemi la pazienza affinché, in un impeto d’ira, io non sbotti rovinandomi per sempre la mia media in italiano.

Ci vediamo al prossimo articolo,

Lea.❤️

16 pensieri riguardo “Fai Bei Sogni, Massimo Gramellini- Recensione.”

  1. Alcune premesse: rispetto per la storia raccontata, nel complesso stimo il Gramellini giornalista e spesso apprezzo il suo Buongiorno su La Stampa. Poi non ho letto il libro e non lo giudico. Tuttavia, da torinese, condivido le tue sensazioni e anche altre dei commenti: ha sempre quella vena da “maestrino” del De Amicis (molto sabauda), che non stento credere culmini in quello che definisci “vittimismo ammorbante” del libro. Insomma ne viene fuori un profilo definito e classico, tipico di molti tifosi del Torino Calcio (quale è lui in modo sfegatato), i quali sembrano vantarsi e crogiolarsi nelle sfighe della loro squadra del cuore e gioiscono prima delle sconfitte juventine che delle loro (rare) vittorie. Non prendermi troppo sul serio, ma questa era, secondo me, la tessera mancante del quadro che hai fatto.

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    1. Esattamente, ha una vena da mestino. Riguardo al Torino calcio, io sono abbastanza annoiata dal calcio in generale e nel libro, Gramellini, ha dedicato qualcosa come quattro capitoli ad esso, rallentando il tempo della storia e rendendo quelle pagine pesantissime!

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  2. Allora, ti dico cosa ne penso. Io non amo questo scrittore ne in quanto tale, tanto meno come personaggio/ giornalista. In comune con lui non riesco a trovarci proprio niente. Non so bene però perché comprai questo libro. Di solito non compro una lettura in base alle opinioni altrui.
    Io sono d’accordo con te sulla trama. Partiamo dal fatto che romanzata deve esserlo per forza anche se è una autobiografia. Un minimo di romanzatura dietro viene sempre costruita. Per alcuni aspetti ripetitivi, troppo accentuati o perfino esasperati, ti do ragione. Purtroppo io però non riesco a dare una visione oggettiva a riguardo, perché io ho vissuto le sue vicende al 90%, e i discorsi senza un filo logico o mutabili, nella mia testa li ho vissuti anch’io. Devo dire che il concetto che esprime ” lascia andare il dolore e persona”, credo di averlo assorbito e capito a pieno leggendo quel libro, per questo non riesco a dire che non mi abbia coinvolto o come spiegavo tu, non renda partecipe un lettore nel suo dolore. 😕

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    1. Wow, non avevo considerato questo tipo di coinvolgimento, il coinvolgimento di chi lo passa. Io ho guardato dall’esterno e non ho trovato la porta dei sentimenti di Gramellini nel libro, ma forse solo perché non ho cercato bene. Grazie mille, ci rifletterò 😊

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  3. Io ti stimo! Perché sulle prime quasi non volevo leggere il post… cioè… hai letto tutto un libro scritto da Gramellini???
    Poi leggendo la tua recensione ho ritrovato esattamente il mio pensiero a riguardo.
    Gramellini forza in continuazione sull’emozione, calca la mano sul pathos, stimola il dramma…. io non lo posso reggere, ma credo che ai più invece piaccia proprio questo.

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    1. Capisco. Io non parlo a livello di trama, poiché non sono in grado di metter bocca sulla sua vita, però secondo me hanno sbagliato a narrarlo, come spiego nella recensione. Sarebbe bello se tu lo rileggessi e ti andasse di dirmi cosa ti è piaciuto😊

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