Recensioni

Recensione di Macbeth

Come vi avevo già accennato nell’articolo Vacanze Londinesi , oggi inizierò una nuova rubrica: Le recensioni dei classici inglesi. Oggi inizieremo con la mia opera preferita di Shakespeare: Macbeth.

William Shakespeare nasce a Stanford-Upon-Avon il 23 Aprile 1564. Figlio di una famiglia rispettabile composta dai genitori e da otto figli, esso si dedica per un breve lasso di tempo al teatro, per poi iniziare la sua attività poetica. Inizialmente scrive le commedie, per poi passare alle liriche. A circa trent’anni raggiunge il successo, ma ancora non ha scritto nessuna tra le sue tragedie più famose. La gravità poetica della maggior parte delle commedie di Shakespeare obbliga a cercarne le fonti nella tradizione romantica del Medioevo, ma in realtà non è veritiera come affermazione, in quanto, per esempio “La Bisbetica Domata” prende spunto dall’Ariosto. 

Tra il 1589 (in cui scrive Tito Andronico) al 1609 (in cui scrive Cimbelino, di cui in futuro farò la recensione) esso si dedica alle tragedie, che divide in due gruppi: 

-Quelle di ispirazione italiana come Romeo e Giuletta.

-Quelle del sangue e della violenza come Macbeth, Re Lear e Amleto (e di entrambi farò la recensione in futuro).
Ci troviamo al termine di una battaglia in Scozia. Macbeth, signore di Glamis e cugino del re Duncan, e Banquo hanno combattuto valorosamente e sono tornati vincitori, ma, mentre hanno iniziato il cammino di ritorno verso casa, essi incontrano tre streghe. Le creature magiche profetizzano a Macbeth che diverrà prima signore di Glamis, poi Cawdor ed infine Re, ma salutano Banquo come padre di Re. Tornato al castello scopre che Duncan ha fatto decapitare il signore di Cawdor, facendo sì che lui prenda il suo posto. Qui inizia uno scambio di missive tra lui e sua moglie, lady Macbeth, che fa crescere a dismisura l’ambizione del marito fino a spingerlo ad uccidere il Re per salire al trono. Appurata la notizia della morte del padre, i legittimi eredi al trono scappano e Macbeth si gode la posizione monastica guadagnata. A rovinare ciò però rimane la profezia che le streghe hanno fatto a Banquo, tant’è che il Re manda ad uccidere Banquo e suo figlio, ma il ragazzo sopravvive. Dopo questa uccisione il fantasma di Banquo inizia a perseguitare Macbeth e la moglie presa dal panico, si reca dalle streghe per chiedere cosa succederà in seguito. Loro profetizzano che nessun nato di donna potrà uccidere Macbeth e che il re sarà ucciso solo quando la foresta di Birman si muoverà. Questo non calma Lady Macbeth che, in preda a continui incubi, si uccide. Nel frattempo Malcom, assieme al fratello organizza una ribellione per riprendere il trono. I soldati, durante l’avanzata, tengono in mano un ramo per non farsi riconoscere, dando l’impressione che la foresta si muova. Ciò terrorizza Macbeth, ma esso è ancora sicuro di non poter morire poiché nessun uomo non è nato di donna, e per assicurarsi di ciò sfida il figlio di Banquo. Dopo un breve duello, il re viene decapitato e il figlio di Banquo confessa di essere nato da un parto cesareo.

Macbeth è una tragedia scritta in cinque atti in versi e in prosa. Essa è in parte un omaggio a Giorgio 1º. Il linguaggio è ricercato e ricorre spesso la parola “paura“. Su tutti i personaggi è presente un clima di fatalità, di angoscia, di terrore. Il sangue è il vero protagonista. Lo si trova all’inizio, durante la battaglia per poi essere ciò che turba l’animo degli sposi. Le mani insanguinate di Macbeth gli fanno provare ribrezzo per se stesso e andando avanti anche Lady Macbeth, dapprima molto tranquilla, inizia ad avere sensi di colpa sempre più pressanti. Il sangue simboleggia la colpa sul loro capo, eppure lei stessa chiede, prima di compiere l’omicidio del re, che il suo sangue venga ispessito, affinché possa uccidere senza provar dolore.

“Mi sono spinto così avanti in questo fiume di sangue che, se ora rinunciassi, il tornare indietro sarebbe tanto penoso quanto l’andare avanti”

Anche la natura viene enfatizzata, descritta come oscura, tetra, snaturata. Allucinazioni e profezie tengono il lettore con il fiato sospeso e fanno capire lo stato di eccitazione presente in ogni personaggio. Mentre in Re Lear le due figlie sono il “male”, qui il male viene messo nelle mani delle tre orride streghe, difatti nel cuore di Macbeth inizialmente non c’è male. Nel suo cuore c’è ambizione, c’è il desiderio di posare sul suo capo “quel cerchio d’oro”. Ciò che fa mutare il desiderio, facendolo avverare è appunto Lady Macbeth, che sa che il marito non è perfido ma solo ambizioso. 

“Brama d’esser grande

tu l’hai e l’ambizione non ti manca;

ma ti manca purtroppo la perfidia

che a quella si dovrebbe accompagnare.”


Macbeth è la tragedia più breve di Shakespeare ma anche la più travolgente. Sono solo due momenti di breve durata che danno pace al lettore, il resto è scandito da un clima trepidazione e orrore che la rende una tra le opere migliori dello scrittore inglese.
Spero di avervi tenuto compagnia,
Alla prossima,

Lea.

8 pensieri riguardo “Recensione di Macbeth”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...