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Come fare una versione di Latino (Tutorial)

Premessa: Il mio blog è pieno di articoli seri, tragici, splatter, interessanti. Questo però non è uno tra i sopracitati. In questa pagina ci sono solo concetti deliranti fatti da un adolescente delirante, poiché un sorriso non guasta mai.
Settembre è arrivato, ed assieme ad esso è arrivato il ritorno tra i banchi di scuola. C’è chi non vedeva l’ora e chi invece non aveva proprio voglia di tornare in classe, eppure tra meno di una settimana dovremo tutti ricominciare ad alzarci presto. Personalmente le vacanze per un po’ mi piacciono, ma, dopo tre mesi sono contenta di tornare a scuola. Prima però di risalire le scale del nostro istituto, dobbiamo fare i conti con un ostacolo. Un grande ostacolo. I COMPITI DELLE VACANZE.

Per me che faccio lo scientifico fare matematica, fisica, scienze non mi spaventa. Fare inglese e italiano neppure. Solo una materia mi fa gelare il sangue nelle vene: IL LATINO.

Ovviamente essere al primo settembre e non aver nemmeno iniziato una delle nove versione di latino assegnate per le vacanze potrebbe creare ansia, ma, niente panico, infatti se seguirete il mio tutorial andrà tutto una merda comunque farete le versioni con velocità e non sbaglierete neppure una frase. 

Occorrente:
-Un libro di latino


-Una penna 


-Un elefante dizionario di latino di qualunque marca


-Una statuetta fasulla degli Oscar con il tuo nome scritto sopra

esattamente non so perchè mentre facciamo latino abbiamo una squadretta arancione di lato

-Un migliore amico con cui sei compagna di banco da 10 anni


-Un’amica a cui fa schifo l’odore delle Risette scotti 


-Le sopracitate Risette Scotti 


-Cibo, tanto cibo. Per superare i momenti di crisi e sconforto in cui ti viene da urlare:”Perché non sono andata all’agrario!?!?” Mi sono dimenticata di fare la foto al cibo, ma voi fate finta di nulla😩😒. 
Procedimento:

-Per prima cosa leggere i compiti sul diario e, cercando di trattenere le lacrime, aprire il libro.

-Individuare il verbo della frase e da lì iniziare a tradurre la prima proposizione. 

-Continuare così, cercando le parole che non si conoscono nel dizionario e facendo attenzione alle declinazioni e ai casi.

-Ad un certo punto vi renderete conto che la versione inizia con Romolo e Remo e continua con unicorni rosa che vomitano arcobaleni. Tranquilli, è normale. Nessuna versione di latino svolta da un comune mortale ha mai senso, solo alcune sacerdotesse prescelte hanno il dono di saper fare le versioni, ed esse portano il nome di “professoresse”.

-A questo punto potete iniziare a piangere ed a disperarvi.

-Tra una pianto versione e l’altra, mangiate. Questo vi farà sentire meno depressi. Noi, da buoni calabresi, ci siamo avvalsi di una merenda sana, leggera e bilanciata: pani ca nduja (pane con una pasta piccante a base di carne suina e peperoncino, dal sapore deciso ed aromatico).


-Fare scherzi ad Angela vi rilasserà, rendendovi più produttivi. 

Purtroppo so che non tutti sono muniti di amiche nane da prendere in giro, quindi, a soli 99,00€ potrete affittare Angi per un pomeriggio di versioni. Per informazioni contattate il numero sovrimpressione.


Dopo lunghi pomeriggi a fare latino, finalmente le nostre versioni sono finite. Quindi, se ce l’abbiamo fatta noi, può farcela chiunque! Buon inizio dell’anno scolastico e ci vediamo al prossimo articolo sicuramente più simile ad un necrologio serio.

Alla prossima,

Lea.

15 pensieri riguardo “Come fare una versione di Latino (Tutorial)”

  1. Certo, gli studenti meritano il premio fantasia. Una chicca: una volta un alunno mi tradusse invece che ” Ulisse torno’ nella casa natia” ” Ulisse ritorno’ a casa a Natale”. Peccato che ancora Cristo non fosse nato!

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  2. Mammaaaaaaa !!! Non posso trattenermi, non posso!!! Peccato che non si apprezzi come si dovrebbe questa meravigliosa chiave di accesso al mondo classico ( insieme ovviamente allo studio del greco, cui i letterati e filosofi latini sono debitori di molto) e che sviluppa incredibilmente le capacità di logica e riflessione. Ve lo assicuro! Ovviamente, credendo nel mio lavoro sì ma non essendo una docente troppo attempata o irrigidita o dotata di scarso senso dell’umorismo, trovo molto simpatiche le battute di Lea. Per citarne solo uno, vi invito a leggere Seneca, anche in traduzione (ad es. Lettere a Lucilio, De ira). O, se volete divertirvi, Plauto. Ai ragazzi dico: per tradurre immergetevi nel brano, leggetelo prima con moltissima attenzione in latino. Sarà lui a svelarsi. Certo, la conoscenza delle regole è l’acquerello del pittore, senza cui il quadro Nn può venire fuori. Vi voglio bene!! Lea, dai un pizzicotto ad Angela anche da parte mia. È un bacio a Manuel.

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