Racconti

COMPULSIONI E LEGAMI

“Sasha mi vuole bene.”Un sorriso malato mi balenò in volto. Alzai il bicchiere di Bourbon poggiato sul tavolo e ci guardai Henry attraverso. 

“Sasha deve volermi bene se non vuole diventare indigente. Io sono l’unica cosa che ha e lei è l’unica cosa che ho.”

Il mio sorriso si trasformò in una risata convulsa, nervosa.

Mentre Steve parlava, Henry scrutava con attenzione gli occhi verdi del biondino che aveva dinanzi. Quegli occhi! Quanta impressione gli facevano! Mai fermi! Sempre scattanti! Nulla sfuggiva allo sguardo attento di quell’azionista.

Anche Henry alzò il bicchiere e sorseggiò lentamente il suo Whisky.

Steve si alzò di scatto dal divano e, avvicinandosi a Henry, toccò il collare bianco sul suo collo.

Steve guardò fisso negli occhi l’amico e disse:” Credi davvero che riuscirai a tenerti per sempre Sasha?! È tua sorella! Io sono un prete e dovrei condannarti per gli omicidi che commetti!”

“E allora perché non lo fai? Non ti ho confessato nulla durante una confessione. Io ti ho parlato del mio, diciamo poco convenzionale, rapporto con Sasha lontano da qualunque sede in cui si amministra la penitenza! E comunque Sasha non è solo mia sorella, è la mia gemella. Siamo nati assieme, il,legame che ci lega è molto più forte di qualsiasi altra persona.”

“Il tuo rapporto con Sasha!? Hai ucciso 6 uomini! Si sono avvicinati a Sasha è una settimana dopo erano morti! Ti ricordi quanto ha sofferto quando è morto il primo suo ragazzo! Aveva solo 17 anni. È stata per anni terrorizzata di avere una maledizione! Non si faceva avvicinare da nessuno. Poi gli hai confessato i tuoi crimini, l’hai resa una complice delle tue malefatte.”

“Non l’ho resa complice di nulla. Se vuole andarsene che lo faccia pure. Se vuole andare dalla polizia io non la tratterrò . E comunque ti avevo posto una domanda: Perché tu non vai dalla polizia a dire chi è lo Squartatore di New York?”

“Per lo stesso motivo per cui nemmeno Sasha se ne va! Tu ci hai incatenati a te! Con le tue parole, i tuoi gesti. Tu annulli chiunque ti stia accanto.”

Steve guardò fisso negli occhi gonfi di lacrime il prete e si sedette nuovamente, mentre Henry si alzò e si avvicinò alla statuetta della Madonna di Guadalupe.

“Ti ricordi come ci siamo conosciuti? Tu venivi sempre in chiesa, con quei completi bianchi e la penna d’argento nel taschino. Ti sedevi sempre al terzo banco, io ti scrutavo e non capivo come mai un uomo così potente venisse in chiesa. Un giorno mi avvicinai e tu dicesti:

“Padre, una volta dei cani mi attaccarono e mi morsero il volto; vede, la cicatrice sopra il sopracciglio? Beh, io paragono ciò che mi è successo con la vicenda di Gezabele, purtroppo io ho creduto e Dio mi ha lasciato mio volto ed il mio corpo, Gezabele non ebbe la stessa fede.”

“Noto con piacere che lei è un grande conoscitore della Bibbia; magari un giorno potremmo incontrarci per parlare un po’.”

“Tu accettasti subito e da lì iniziammo a vederci sempre più spesso il nostro rapporto diventava sempre più viscerale. Le nostre parole, i nostri pensieri si univano. Finché…”

“Finché?” Lo stesso sorriso di prima mi balzò sul viso.

“Finché non mi hai legato a te in un modo immorale. Mi hai cambiato! Mi hai fatto diventare impuro.”

“Non ti ho obbligato. Così non ho mai obbligato Sasha.”

“Ora devo andare. Ripensa a tutti i tuoi omicidi. Non è troppo tardi per pentirti.”

CLUCK (Onomatopea di una porta che si chiude)

Mi accesi un sigaro e mi sedetti sulla poltrona di velluto rosso accanto al camino. Mille pensieri mi passarono per la mente. Un grande accolito nonché conoscitore della Bibbia dovrebbe fare tutto ciò che il suo pastore gli dice ed è esattamente quello che farò stasera.

Mi ricordo il primo ragazzo di mia sorella. Era un ragazzo moro con gli occhi scuri. Era da poco morto mio papà! Ah quanto mi manca. Lui mi ha insegnato tutto quel che só. Era un pioniere della borsa moderna. Non sbagliava mai un colpo.

Mentre pensavo a ciò, mi invase una strana voglia di disegnare. Presi la matita e il foglio e mi sedetti sulla scrivania di mogano.

Inizia a disegnare quel ragazzo moro con gli occhi scuri. Sdraiato a terra. In una pozza di sangue. È stato un bel lavoretto, ma ancora ero inesperto. Gli ho strappato i polmoni mentre ancora respirava! Ripensarci mi fece ridere. Ho ancora quei polmoni chiusi in un contenitore pieno di formalina al 37%. Poi seguirono il secondo e il terzo. Li uccisi entrambi allo stesso modo; li portai su un grattacielo alto e li legai a delle corde di ferro, gli aprì la pancia con un coltello e li lanciai. Mentre disegnavo l’intestino penzolante, mi ricordai della faccia schifata di Sasha mentre le raccontavo di come io la stessi difendendo da uomini che non la meritavano. Non la prese bene, eppure non mi lasciò. Mi chiese di non uccidere più nessuno, ma non ci riuscì. Lei è solo mia! 

Sbam! Tutto quello che era sulla scrivania, ora era a terra. 

Mi alzai e camminai sui cristalli frantumati. Qualcuno prima o poi pulirà. Uscì da lì e mi diressi verso la stanza di Sasha.

Vanji mi disse che Henry era ancora a casa e che stava parlando con Sasha.

Toc toc

Bussai nella stanza di mia sorella ma non mi aprì nessuno. Entrai.

Non c’erano.

Ne lei, ne Henry. 

Mi misi a cercarli nella stanza. Nella casa. Nel giardino. Non potevamo essere usciti. La casa è circondata dai cani. I cancelli sono sbarrati e ho 2 uomini in ogni uscita! Ma dove sono? Dove?

Una cosa tremenda colpì la mia attenzione. Due corde. Spesse. Legate alla finestra della stanza di Sasha. Il sangue in corpo mi si gelò. Guardi fuori della finestra e…
(Titoli di copertine di giornali)

Arrestato lo Squartatore di New York. Ha confessato il temibile assassino di New York. Finalmente in galera l’uomo che uccise 6 uomini mutilandoli. Dopo aver scoperto il segreto del fratello, la gemella si impicca assieme al sacerdote di famiglia. Una famiglia distrutta. Un segreto troppo grande da mantenere per l’amico e la sorella. I disegni dello squartatore fanno capire le dinamiche degli omicidi.

Lo squartatore di New York si uccide in galera impiccandosi con una sciarpa.

Nella lettere lasciata dallo Squartatore prima dell’omicidio si legge: Non posso vivere senza mia sorella, sto andando a riprendermela.

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3 pensieri riguardo “COMPULSIONI E LEGAMI”

  1. Brava, Lea, oziosa e nullafacente.., sembri una clandestina nullafacente hahahaha E così di ciò che leggi lo riporti qui…. Be’, da adolescente non puoi certo scrivere tu romanzi 😛 Ciao piccola simpaticona 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Salve, ho letto tutti i suoi commenti ma le rispondo solo qui per non rischiare di ripetermi. Il fatto che io scriva e legga e che abbia messo delle righe di descrizione non significa che passò la mia vita a leggere ma credevo che ciò fosse ovvio. Ho una vita attiva, fatta di amicizie, uscite, sorrisi, gioia e vita, ma, la cultura è e sarà sempre parte di me. E poi lei mi dà dell’oziosa, eppure l’unica pigra mentale mi sembra lei, che ha smesso di sognare (perché si, il mondo è pieno di romanzi scritti da adolescente, e con questo non voglio dire di essere pronta a scriverlo poiché ho ancora tante e tante cose da imparare.) Comunque la ringrazio lo stesso per i commenti che comunque mi hanno fatto riflettere, quindi crescere, un saluto☺️

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      1. Ancora adolescente e sei priva del senso dell’humor.,. E senza conscermi! Ho un articolo sull’adolesceza..Un’età che io ho già vissuta. E non era mia intenzione “pizzicare” nessuno..Ma prima di azzardarmi a commentare, avevo data uno sguardo all’intero sito.. mi son fatta un’idea e solo dopo sono intervenuta (ti invito a leggere la mia pagina “thast’sme-Eccomi”).

        Io i sogni non li sogno ma li vivo nella realtà. Mu continua a sognare Come Alice in Interland:
        amte belle cose 🙂

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