Recensioni

Recensione di Room

Ciao a tutti, sono Lea. Ho 14 anni e faccio il primo anno di liceo scientifico. È da un po’ che mi destreggio a scrivere, ma mai avrei pensato di far leggere a qualcuno quello che scrivo. Non ho particolari talenti, ma, diciamo che mi piace leggere e guardare serie tv. Quello che io voglio portare su questa piattaforma sono recensioni di libri più o meno famosi e qualche sporadico racconto scritto da me.

Il libro di cui vi voglio parlare oggi è: Stanza, Letto, Armadio, Specchio (Room) di Emma Donoghue. La Donoghue è una scrittrice irlandese naturalizzata canadese, nota al pubblico soprattutto grazie a Room, che le ha permesso di ottenere la candidatura all’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale nel 2016. La trasposizione cinematografica è stata affidata a Lenny Abrahamson, che ha portato il film ad avere innumerevoli candidature all’Oscar.

Room ha 339 pagine divise in 5 capitoli: Regali, Smentite, Morire, Dopo e Vivere.
I protagonisti di questa travagliata vicenda sono Jack, un bambino di 5 anni, e la sua Má.
Jack è nato e cresciuto nella stanza, un ripostiglio per gli attrezzi di 11m quadrati. Qua vive con Ma’: con lei impara, legge, mangia, dorme e gioca. Per i primi 5 anni della sua vita Jack non conosce altro che la stanza, poiché Má gli ha raccontato che tutto ciò che vede nella televisione non esiste, solo loro sono reali. Tutto quello che è contenuto dentro Stanza è amico di Jack, per questo gli oggetti sono scritti senza articolo e con la lettera maiuscola. Di notte Ma’ chiude al sicuro Jack dentro Armadio, e spera che lui dorma quando Old Nick va a fare loro visita.
Old Nick è il rapitore che 7 anni prima ha rinchiuso Má dentro stanza e che, ogni sera alle nove, va a trovarla per portarle la spesa, il premio della domenica, ma soprattutto per abusare di lei. La Stanza è la casa di Jack, ma per Ma’ è la prigione dove Old Nick li tiene rinchiusi. Grazie alla determinazione, all’ingegnosità, e al suo intenso amore, Ma’ ha creato per Jack una possibilità di vita. Però sa che questo non è abbastanza, né per lei né per lui. Escogita un piano per fuggire, contando sul coraggio di Jack e su una buona dose di fortuna e finalmente dopo 7 anni, lei è suo figlio riescono a riavere la libertà. Ma, proprio nel momento in cui la sua vita potrebbe ritornare ad essere quella di una normale ventisettenne, Má si trova a dover fare i conti con una realtà diversa. Dentro Stanza c’erano solo lei e Jack, quindi Jack faceva ciò che lei diceva. Nel fuori era tutto diverso e Jack ha paura di buona parte delle cose esterne. Non sa parlare con gli altri, poiché non lo ha mai fatto, non conosce le cose e non vuole uscire. Anche per Má la situazione con l’esterno si complica dopo un’intervista con “la signora dai capelli bianchi e il sorriso finto”, tanto da provare a togliersi la vita.
Dopo un primo periodo di stallo finalmente Jack si abitua all’esterno e inizia a piacergli e Má riesce a superare il momento di depressione e mamma e figlio si fanno una promessa reciproca: Proveranno tutto ciò che c’è nel mondo per capire cosa gli piace e cosa no. Il libro si conclude con i protagonisti che, dopo varie insistenze del bambino, tornano dentro Stanza per salutarla per l’ultima volta.
Il libro è scritto in prima persona dal punto di vista di Jack. La scelta di scrivere un libro dal punto di vista di un bambino di 5 anni aggiunge un valore emozionale e un’empatia senza confini a un libro già commovente. Il linguaggio utilizzato è semplice, senza termini complessi o proposizioni troppo lunghe o articolate. Anche le azioni compiute sono semplici, come contarsi i denti e andare al parco giochi, poiché compiute da un bambino, che, purché molto sveglio, ha solo 5 anni. Tra queste pagine si ritorna bambini, ma, nonostante la facilità del lessico, il messaggio che vuole inviare l’autrice è molto pesante.
In questo libro viene alternato l’orrore alla tenerezza, pensare a un bambino nato da un abuso è terribile, eppure poi si vede l’amore una madre verso il figlio e, la tenerezza, fa dimenticare il modo barbaro in cui questo bambino è stato concepito. Altri temi trattati sono: l’aborto, compiuto da Má un anno prima di essere rapita e una bambina nata morta un anno dopo che Old Nick l’aveva imprigionata.
A mio giudizio questo non è solo un libro, ma un vero e proprio spunto per riflettere; non ti riempie solo qualche ora in cui si vuole leggere una storiella, ti riempie l’anima, ti cambia. Quando avrai finito il libro guarderai ciò che ti sembra banale con occhi nuovi, diversi; gli occhi di un bambino.

20 pensieri riguardo “Recensione di Room”

          1. 🤔 sto cercando di capire com’è il tuo template, diverso dal mio. Normalmente (prova a visitare altri siti) trovi la pagina About oppure Chi sono. Nel tuo caso potresti inserirla come Pagina semplicemente, prova a dare un occhio alla mia se vuoi. È un modo per far capire chi sei a chi per la prima volta legge il tuo blog. Ti giro anche questo Link che è il blog che ho con i ragazzi a scuola, se vedi troverai un About http://www.matenglishblog.wordpress.com

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            1. Gentilissima grazie! Magari non siamo la maggioranza della categoria, ma ce ne sono altri come me (bloggeristi e “alternativi”… anche se anche io devo per forza fare grammatica e letteratura- 💓 Shakespeare)

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  1. Deve essere molto bello questo libro,la storia mi interessa molto.
    Penso che lo aggiungerò nella mia lista di libri da leggere 😀

    Comunque ha ragione Dora,devi mettere il banner per i cookie sul blog altrimenti si può incappare in chi sa cosa. Se non riesci a metterlo chiedi pure,ti aiuteremo.
    Siamo una bella comunità qui su WordPress,benvenuta 😉

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      1. Allora,prima di tutto devi andare al tuo pannello di amministrazione.
        Poi li vai alla barra di opzioni che c’è di lato.
        Troverai Personalizza,clicca li.
        Ed allora dovrai aggiungere in qualsiasi posto del blog il widget “Cookie Policy” (mi pare si chiamasse cosi) cosi uscirà l’informativa sul blog appena qualcuno lo visita.

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